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A sessanta anni dai Trattati di Roma... Quali sfide ci attendono?

60 annivers-A sessanta anni dalla stipula dei trattati di Roma e all'indomani degli attentati di Londra, dopo la brexit inglese, emerge più che mai la necessità di creare gli Stati Uniti d'Europa.

 

Questo il messaggio antico, ma ancor oggi attuale che emergeva già nel manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann tra il 1941 ed il 1944 ed intitolato " Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto", il primo documento ufficiale che parla di Unione Europea. In esso i "padri" prefigurarono la necessità di istituire una federazione europea con un parlamento europeo, eletto a suffragio universale e la necessità di creare un governo democratico con poteri reali in alcuni settori fondamentali come l'economia e la politica estera. 

Il Manifesto fu ciclostilato e pubblicato in clandestinità da Eugenio Colorni che nel 1944 ne curò la redazione. Al testo di Colorni che prese il titolo di "Problemi della federazione europea" furono aggiunti due saggi di Altiero Spinelli: "Gli Stati Uniti d'Europa e le varie tendenze politiche della seconda metà del 1942" e" Politica marxista e politica federalista del 1942 e 1943". L'attualità  del messaggio di Ventotene sta non solo negli ideali di unificazione dell'Europa in senso federale, ideali che si fondano sui concetti di pace e di libertà, ma soprattutto nella necessità di creare una forza politica esterna ai partiti tradizionali, incapaci di rispondere alle sfide dell'internazionalizzazione perché eccessivamente legati alla politica nazionale, per creare il Movimento Federalista Europeo.
A sessanta anni dai trattati di Roma ci sono temi imprescindibili sui quali la Comunità europea oggi ha il dovere di intervenire: la lotta al traffico clandestino, la questione delle immigrazioni irregolari che dovrebbe diventare materia europea e non più restare affidata ai singoli stati nazionali, l'impiego dell'agenzia Frontex  per garantire una maggiore sorveglianza dei confini con guardie di frontiera comuni a terra e costa.
Il necessario passo avanti per la realizzazione di un'Europa libera, ma nello stesso tempo unita e federale dovrebbe essere quello di creare un'Europa  del Mediterraneo e per il Mediterraneo. Un'Europa che sia anzitutto capace di gestire la sfida delle migrazioni, attuando condizioni di vita accettabili e nuove prospettive di sviluppo nei Paesi  dove si originano i flussi, per garantire una maggiore vivibilità negli stessi.
Non dobbiamo dimenticare che accanto ai principi di sussidiarietà verso i popoli più deboli e accanto al sacrosanto diritto di accoglienza nei confronti dei rifugiati si deve realizzare anche il principio di autodeterminazione dei popoli, che include il rispetto per i costumi e gli stili di vita diversi dai nostri, senza calpestare l'identità  ne' dei cittadini dei Paesi europei,  ne' di quelli extraeuropei.
All'indomani degli attacchi di Londra ci si pone l'urgenza di  potenziare la difesa comune, di attuare una maggiore condivisione delle informazioni tra le intelligence e la creazione di un servizio civile europeo. 

Alessandra La Puzza

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