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La società cambia la politica arranca

siciliaNella storia dell'umanità non vi è stato mai un momento in cui tante persone si trovano esposte a sconvolgimenti  così forti e così rapidi.  La persona del nostro tempo si trova di fronte a problemi e nuove quotidiane difficoltà originate dai mutamenti sociali ed economici, che richiedono il cambiamento nelle Istituzioni e nelle strutture dei sistemi politici, sociali e amministrativi .  Quando si parla di mutamenti si fa riferimento a un insieme di cambiamenti che annettono tutte le sfere del tessuto sociale: dalla politica alla famiglia, dalla scuola all'associazionismo, dal lavoro all'interdipendenza globale, tutte concause ed espressioni stesse della necessità dei mutamenti. In una società fortemente competitiva come la nostra il numero di coloro che si sentono spinti sempre più ai margini del cambiamento è in continua crescita, ragione da ricercarsi nella mancanza di una chiara e lungimirante visione politica, essa sempre più miope e orfana di prospettive, incapace di “sentire” i bisogni primari della gente comune, dei giovani in particolare. I problemi della gente riguardano soprattutto la casa, la scuola,  il lavoro, la salute, la sicurezza, ma sempre più spesso  i  politici agiscono lontani dalla lettura dei bisogni del singolo e della collettività, non riuscendo a tradurre in fatti concreti l'enorme proliferare di leggi, spesso contraddittorie e inique. In questo clima di crescente radicalizzazione e intolleranza si vanificano gli sforzi tra cittadini e Istituzioni, condizione che alimenta la strumentalizzazione del disagio, non riuscendo ad alimentare e sostenere una chiara dimensione del presente e del futuro. I disagi che le persone oggi subiscono sono di  due tipi: uno soggettivo, legato a un cittadino che, invece di partecipare e interessarsi, mostra disaffezione, indifferenza e accettazione passiva di quanto succede intorno ad egli; l'altro  oggettivo, poiché legato all'inadeguatezza della classe politica di percepire e tradurre in elementi strutturali i processi di cambiamento in atto. Purtroppo, sempre più spesso si corre in giro a gridare “aiuto, è arrivato il futuro” , piuttosto che “coltiviamo  il futuro”. La nostra Sicilia, e in particolare il territorio calatino, per rimanere nei problemi di casa nostra,  gode di un vantaggio competitivo naturale, che non si riesce a tradurre in opportunità strutturali per i giovani e le persone, ciò per mancanza di una visone aggregativa che fa dell'associazionismo una leva principale per produrre benessere distribuito sul territorio. L'agricoltura, il turismo, la valorizzazione culturale del territorio  sono ambiti intorno ai quali raccogliere le migliori energie per provare a fare futuro anche nel nostro territorio calatino. E' necessario alimentare politiche aggregative con altri comuni  viciniori, superare  le barriere geografiche dei confini di ogni zona, costituire una piattaforma culturale idonea ad abbracciare i mutamenti di pensiero che supportano i processi di cambiamento. L'abbandono da parte della politica locale delle asfittiche logiche dei propri confini amministrativi, meglio orienta il  passaggio a uno stadio che impone una dimensione ampia, aterritoriale. La constatazione muove dall'evidenza che se i problemi in un dato territorio sono comuni a tutte le amministrazioni che vi insistono, solo attraverso l'aggregazione e la voglia di stare insieme è possibile opporre una risposta adeguata al superamento delle singole  criticità. L'associazionismo, quindi,  non solo in un'ottica privatistica-imprenditoriale, bensì aggregazione inter-istituzionale in grado di valorizzare le specificità delle realtà locali che caratterizzano i territori della zona calatina. E' nel privilegio realizzativo della ricerca di un interesse comune che andranno cercate le risposte positive  alle crisi che dobbiamo superare. Mentre tali esigenze sono fortemente avvertite dal cittadino (oggi non più solamente soggetto civico, ma cliente-residente in una comunità amministrativa), la politica locale appare chiusa nel proprio perimetro territoriale, intenta a perdersi fra lacci e lacciuoli, dazi e  tariffe,  niente affatto coinvolta dalle dinamiche storico-sociali che sconvolgono le nostre realtà. Questo è quanto viene percepito dal cittadino, che costretto dalle circostanze va via in altri luoghi alla ricerca di opportunità o del tempo perduto.
Salvatore Cannizzo
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