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Il Ponte sullo stretto: tra fantasia e realtà!

 

Il Ponte sullo stretto: tra fantasia e realtà!

di Ettore Minniti

Marzo 2019 Anno XXIII

Si torna a parlare del ponte sullo Stretto di Messina. Argomento di antica memoria. Un sogno o uno spreco inutile?

Di sicuro, un fertile terreno per le polemiche. Parte a testa bassa Nello Musumeci, governatore della Sicilia: “Il Ponte di Messina non è un capriccio per la Sicilia ma una necessità. Spero che tutti abbiano capito che l’approccio non può essere ideologico – ha aggiunto Musumeci - e spero che abbiamo compreso anche i più recalcitranti e i più diffidenti che il Ponte sullo Stretto è una necessità ormai non più rinviabile”.

Gli fa eco il suo fedele deputato regionale Galluzzo, presidente dell’intergruppo all’Ars sulla continuità territoriale, sviluppo, infrastrutture e Ponte sullo Stretto: “Chi dice no al Ponte è un ignorante e rappresenta una minoranza ideologizzata che da sempre ha fatto il male dei siciliani. Oggi - aggiunge Galluzzo– mentre le regioni del Nord auspicano più autonomismo per aumentare la loro capacità di sviluppo economico e ammodernare sempre più il loro sistema infrastrutturale, in Sicilia ritorna a farsi vedere qualche reduce di minoranze fallimentari sempre pronte ad additare tutti e tutto in virtù di una presunta superiorità intellettuale. Questa volta basta, noi andiamo avanti. Il popolo del Sì è di gran lunga superiore in numero e in qualità. Non riuscirete ancora una volta ad alimentare la rassegnazione. Sì alle grandi infrastrutture al Sud, Sì al ponte”.

Risponde a muso duro il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Michele Dell’Orco: “Il governatore della Sicilia Musumeci vuole una posizione netta del Governo sul ponte sullo Stretto? Eccola: No. Piuttosto pensi a infrastrutture fondamentali dell’Isola, visto che il Governo sta facendo la sua parte con 2,8 miliardi di nuovi investimenti ferroviari nel recente contratto Rfi-Mit”.

 

Dura è anche la replica dei deputati siciliani M5s in commissione Trasporti: “Di fronte ad una situazione infrastrutturale regionale veramente critica, Musumeci non solo dimostra di non avere il senso delle priorità, ma a questo punto dobbiamo constatare che gli manca il senso della realtà. Pensi piuttosto a colmare l’enorme gap infrastrutturale che lui e tutti i governi regionali hanno prodotto”.

Il Ponte sullo Stretto è un’infrastruttura su cui si giocano diversi equilibri politici ormai da decenni. Sinistra o destra poco importa.

La verità che a livello internazionale la nostra immagine è poco credibile.

Indiscutibile che tanti anni e costi ingenti per un’opera che non è mai stata realizzata, rappresenta un paradosso del Ponte sullo Stretto tutto italiano.

La Corte dei Conti ha stimato che solo nel periodo 1982-2005 sarebbero stati spesi quasi 130 milioni di euro, altre analisi parlano di più di 600 milioni di euro. In mezzo, la causa multimilionaria intentata dal consorzio di società Eurolink, vincitrice dell’appalto poi revocato. Ben 790 milioni di euro più gli interessi sono la richiesta di risarcimento danni allo Stato.

La diatriba tra i politici a noi sembra ricalcare bene i ‘polli di Renzo’: “con le povere bestie, le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”. La Sicilia muore e costoro litigano sul da farsi, senza riuscire a trovare una soluzione.

Per i Siciliani il Ponte sullo Stretto e le infrastrutture territoriali inesistenti sono conciliabili tutte e due possono coesistere, bastare avere chiari costi e tempi di realizzazione e un serio piano industriale e progettazione e pianificazione almeno decennale.

Quello che addolora e fa aumentare la rabbia nei siciliani è la rappresentanza politica coesa e ben nutrita dei penta stellati siciliani, i quali, al momento, non sono riusciti a portare in evidenza nell’agenda politica nazionale la questione meridionale.

Basterebbe, poco, pochissimo, solo un gesto di buona volontà e dare alla Sicilia la continuità territoriale: € 50,00 a tratta per i voli aerei e per qualsiasi destinazione, in tutti i periodi dell’anno, Pasqua, Natale e Ferragosto compreso, per non far pagare ai nostri giovani che studiano e lavorano fuori dall’isola costi altissimi, a volte insostenibili per le famiglie, e magari impegnandosi a potenziare gli aeroporti di Trapani e Comiso.

Non chiediamo nulla che non possa essere realizzato nel breve periodo e senza sperare in Re Mida.

                                                                                                   

Ettore Minniti

 

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