sintesi online
scarica sintesi ed. cartacea

cercasi collaboratori 300p

TELEPEGASO 812 001

cappadonna SINTESI ON LINE

Galleria Video

Articoli

QUALE FUTURO PER L’EUROPA? IL PENSIERO STURZIANO

QUALE FUTURO PER L’EUROPA? IL PENSIERO STURZIANO

                           Maggio 2019 Anno XXIII

 

 

 

Appartengo ad una generazione che aveva creduto ad una Europa unita e coesa, ad una federazione di stati europei, ad una grande potenza economica, militare e politica. Ho sempre pensato, e lo penso ancora, che le fondamenta culturali storiche di questo continente si basino su tre pilastri: ragione, giustizia, carità. L'Unione Europea è sotto attacco, colpita da troppe crisi. Dalla crisi economica e finanziaria, al terrorismo jihadista, all'emergenza dei migranti, all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione: tutto sembra rendere evidente l'incapacità dell'Europa di rispondere alle sfide che le si presentano e per questo da linfa ai detrattori dell'Unione, che vedono nel trasferimento di competenze al livello europeo la causa di tutti i mali e nella riappropriazione da parte degli Stati della loro piena sovranità la soluzione. Crisi globale iniziata nel 2007: la disoccupazione, l'attacco ai diritti civili e sociali, la crescita delle disuguaglianze e la questione ambientale, lo scioglimento dei grandi ghiacciai, il riscaldamento e innalzamento dei mari; questioni che mettono a rischio la sopravvivenza dell'uomo, la progressiva personalizzazione e coeva tendenza oligarchica e autoritaria della politica e della democrazia sono tutti aspetti che mettono in discussione l'attuale assetto economico e politico.
La questione europea, quindi, merita di essere approfondita e non banalizzata. Una realtà complessa, sia nei fondamenti teorici che nelle sue espressioni politico-istituzionali che si stanno traducendo in decisi cambiamenti nella vita degli europei che sembrano aver perso la loro identità. Le vicende dell'integrazione europea hanno stimolato un dibattito su una possibile identità comune europea. Thomas Eliot, (1888-1965), poeta statunitense, sottolineò che la cultura europea deve essere differenziata e pluralista, in contrapposizione ad una omogeneità politica. Ma non basta tutto ciò a spiegare l'identità europea. Montesquieu aveva formulato un'Europa federale di pregnante attualità: la sociètè de sociètès.
Purtroppo viviamo, senza accorgercene, molte guerre globali. Una , però, prevale sulle altre: la guerra delle parole; non cruenta, più silenziosa delle armi, ma insidiosa, giacché le parole si tramutano in voti elettorali. Una battaglia decisiva della guerra delle parole, con essa si scontrano: Populismo contro Individualismo; Patriottismo contro Nazionalismo; Sovranismo contro  Mundialismo; chi vince la tornata elettorale porta a casa il potere, con tutto quello che ne consegue. La Cancelliera tedesca Merkel ha detto che “gli stati nazionali devono rinunciare alla propria sovranità”; il Presidente della Francia Macron sostiene che “il patriottismo è il contrario del nazionalismo”.
Sono convinto che se fosse in vita Luigi Sturzo farebbe sentire la sua autorevole voce a tal proposito. Egli scrisse un libro sull'argomento: “La società: sua natura e leggi”. Il popolo è definito da Sturzo “potenzialmente come la forza sociale di controllo”, una “forza di limitazione dello Stato o meglio degli organi statali che si presuppone eseguano la sua volontà”. “Popolo significa democrazia, sostiene il Sacerdote calatino, ma la democrazia senza libertà significherebbe tirannia, proprio come la libertà senza democrazia diventerebbe libertà solo per alcune classi privilegiate, mai per l'intero popolo”. “Il popolo attraverso l'elettorato, diviene uno degli organi dello Stato a funzione particolare e precisa; o in quanto opinione pubblica può influire sugli altri organi dello Stato; o in quanto può, in un determinato momento, esprimersi in forma rivoluzionaria come antitesi delle classi che detengono il potere che si identificano con lo Stato. Il popolo come collettività, non è affatto un potere organico, né si può identificare con lo Stato”.
Sturzo è cosmopolita solo in senso etico-culturale: “Il popolo così definito non oltrepassa i confini della nazione, non postula esiti mondialisti, una reductio ad unum, a un organismo superiore”.
Il suo essere europeista è di conseguenza una posizione etico-culturale, senza rinunciare ad una sistemazione politico-istituzionale. Trascina nell'internazionale ciò che vale per il nazionale. Tratteggia una civiltà cristiana europea, una grande palingenesi europea favorita, da continui accordi con gli Stati Uniti.
Una Europa che è un po' distante da quella che viviamo oggi. Un'Europa politicamente indebolita, perché non ha fatto progressi integrativi concreti, si è fermata nella sua naturale crescita.
Egli vede necessaria un'Europa dei popoli, più che delle Istituzioni, propende per un'Europa delle Regioni e non degli Stati, per un'Europa priva di zone di influenza contrapposte, per un'Europa unificata, con un solo esercito, un solo parlamento.
Rispetto alla posizione della Merkel, che nega l'esistenza concettuale di popoli sovrani portatori di diritti collettivi, e rispetto ai cosiddetti sovranisti, che invece affermano il diritto indiscusso dei popoli di liberarsi dei poteri sovranazionali oppressori, Sturzo rappresenta una terza posizione: occorre una Europa forte e coesa, che superi il nazionalismo attraverso il regionalismo, custode di storie individuali simili, di coscienze solidificate nella storia diversa di ciascuna terra.
A cento anni della sua morte riscoprire il pensiero sturziano per un'Europa, patria dei popoli e delle regioni, è possibile!
                                                                                                                            Ettore Minniti

Condividi

pubblicità assicurazione

I cookie vengono utilizzati per migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo si utilizza. I cookie utilizzati per il funzionamento essenziale di questo sito sono già state impostati. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra politica sulla privacy. Accetto i cookie da questo sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information