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Il Centrismo-G.Garra

LORENZO MAROTTA

Non è solo un prezioso testo di storia né solo un libro di memorie e neppure un'opera letteraria il volume di Giacomo Garra, Il Centrismo Carthago Acireale 2013. Sottotitolo: dall'affermazione al tramonto in Italia e in Sicilia dagli '40 agli anni '70 del Novecento. Esso riunisce tutti e tre i generi, trovando il lettore puntuali rimandi ad accadimenti storici che hanno determinato importanti scelte politico-istituzionali, arricchiti da ricostruzioni di fatti che hanno il pregio di ricordare particolari, richiamare documenti, indicare testimonianze, resi sempre con l'arguzia e la passione di un uomo che ha vissuto ed attraversato la vicenda politica nazionale e regionale del Novecento per spingersi con lo sguardo fino ai giorni nostri. Un racconto-testimonianza incentrato sul ruolo storico che il Centrismo ha avuto per la rinascita del nostro Paese, uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale ed umiliato dal fascismo. Centrale è la figura di don Luigi Sturzo, fondatore nel 1919 del Partito popolare, divenuto dopo Democrazia Cristiana, la cui visione politica laica, interclassista, con al centro il valore fondante della persona, doveva risultare vincente. Una visione che fu fatta propria da Alcide Da Gasperi che definì la DC «partito di centro che guarda a sinistra» e dallo stesso Mario Scelba che volle denominare la sua corrente come «centrismo popolare». E' lungo questo asse ideale che l'Autore ripercorre le tappe delle principali vicende della nostra storia, dallo sbarco anglo-americano in Sicilia alla nascita della Democrazia Cristiana, dal Referendum del 1946 tra Monarchia e Repubblica ai primi governi di unità nazionale, alle elezioni politiche del 1948 con la straripante vittoria della Democrazia Cristiana di De Gasperi, alla questione meridionale fino all'Enciclica Mater et Magistra di Giovanni XXIII e alla Populorum progressio. Larga parte del libro è dedicata alla Sicilia. Dal conferimento dell'Autonomia speciale prevista dal R. D. L. del 15 maggio 1946 alle prime elezioni regionali, per arrivare allo strappo di Silvio Milazzo, anche lui figlio, come Luigi Sturzo, Mario Scelba e lo stesso autore, di Caltagirone. Un'autonomia speciale difesa non senza difficoltà dal primo presidente della Regione Siciliana, Giuseppe Alessi, nei confronti del potere centrale romano, con l'appoggio di uomini di governo siciliani come Mario Scelba e Salvatore Aldisio. Una questione che, malgrado lo stesso generoso contributo dell'Autore che fu presidente della Commissione Paritetica Stato e Regione, è rimasta irrisolta anche per le divisioni della classe dirigente isolana. Ed alle vicende politiche della città calatina, di cui l'autore è stato coprotagonista, è dedicata la seconda parte del volume, non come un'appendice marginale alla storia nazionale, ma al contrario come parte integrante di essa. Ha ragione Giuseppe Azzaro, autore della pregevole prefazione e protagonista anche lui del ruolo storico avuto dalla Democrazia Cristiana nel nostro Paese, ad avvertire gli storici di professione del valore che ha il libro di Garra per il loro lavoro: «Se uno storico di professione prenderà in mano il volume di Giacomo Garra probabilmente arriccerà il naso poiché noterà che l'autore non ha rispettato la rigorosa regola aurea di narrare i fatti sine ira et studio. ... Ma lo storico si consolerà presto scoprendo che da esso può attingere a piene mani episodi e situazioni poco o per niente conosciuti, utilissimi a porre nella giusta luce pagine decisive della nostra storia del XX secolo». Un libro dunque a tutto tondo che ha il pregio di una lettura scorrevole, appassionata, arguta, capace di fare rivivere il clima di passione e di fede che si respirava allora nella lotta politica. Il racconto-ricostruzione operato con piglio sicuro e pathos ancora palpitante da Garra della storia dell'Italia del dopoguerra si rivela ancora più prezioso per la miriade di nomi, di foto, di documenti, di lettere autografe, di corrispondenze dei principali protagonisti della nostra storia politica, mancanti spesso nei manuali scolastici e sconosciuti ai non addetti ai lavori.

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VIVA SAN GIACOMO

                                                                                                    LUGLIO 2019  ANNO XXIII

 

SAN GIACOMO

Tra gli articoli pubblicati sulla “La Croce di Costantino” fondata da Don Luigi Sturzo, nella rubrica “Fiori e Spine”, del 1 agosto 1897, leggiamo un trafiletto dedicato alla festa di San Giacomo. Ne riportiamo integralmente il testo:


Tra le feste religiose è questa per il Caltagironese la principale. Qui musiche, splendide illuminazioni, corse alternate con le più solenni funzioni sacre, e più d’ogni cosa il notturno trionfo del Santo Patrono, che tra gridi di una folla entusiasta trascorre le vie della città, sino all’antico Convento di Santa Maria di Gesù. Rovistando le carte di un mio amico, trovai un’ottava che ben descrive questa scena popolare.

 Egli dice rivolto a San Giacomo:

Tu ci vegli, ci assisti, e Tu dal cielo
del Tuo manto ci copri e ci fai velo......
e noi t’amiamo: tra gridi, il plauso, il pianto
volare il sacro Tuo Nome si vede.
E qui le madri ‘n doloroso ammanto
seguir la folla e supplicar mercede;
sin che i figli egri al simulacro accanto
risani il Tuo favore... Oh nostra fede...
Così fu già; ed or di Tuo possanza
che resta a noi se non la rimembranza?

Certo le prodigiose guarigioni, di che ci fa fede la viva tradizione ed anche qualche testimonio, oggi son cessate. L’illanguidir della fede antica dei nostri padri ne è la precipua cagione. Né mi opporrò male se oso dire che la festa del S. Patrono più che una festa di preghiera e di religione, è divenuta di lusso e di baldoria, che non esprime più la gioia religiosa di un popolo, che inneggia al Suo celeste Protettore....

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